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"Scale Mobili"

Quant'invidio chi lavora dentro gli aeroporti, le stazioni
Chi ripara gli ascensori e le scale mobili
Dove tu non puoi restare se non ti muovi
Loro sono i custodi invisibili dei non-luoghi
E conoscono segreti di una città che tu non vedi, nei turbamenti
Nei non-luoghi la pubblicità cerca clienti
Correndo sempre dietro i tempi o i non-tempi
Tra divertimenti nuovi nei giardini pensili
Non hai tempo di pensare se hai drogato i sensi
Compri le pentole dai diavoli senza coperchi
Così che in fondo l'acqua evapori e non si condensi
Per avere consensi viviamo ergastoli
Come poveri d'amore cerchiamo orgasmi
Galere d'oro e lapislazzuli per i popoli
Profumi dolci e sottili polveri di metropoli e

Ansia che sale su, cade giù
Giù nell'inconscio, la metro, l'abisso in me
Sale su, cade giù
Giù dentro i corridoi tutto è possibile
Sale su, cade giù
Vai verso le scale mobili e prendile
E guarda i pensieri che giocano e che vanno
Su, poi giù, poi su

Se scendo nella metro del mio inconscio
È per entrare nell'abisso che c'è in me
Seguendo i corridoi più lunghi al mondo
Dove ognuno si rivela a sé
Ed ogni volta il treno dei miei desideri è dopo
Scale mobili, mi guardo intorno e trovo
Nei pensieri che ho in testa un loop
E un gioco che va su, poi giù, poi su

Quant'invidio ancora adesso la pioggia a marzo
Sarà che scende giù e non gliene frega un cazzo
È come se il mio cuore rimanesse a letto
E con un buco qui nel petto me ne andassi a spasso
Ho un rogo di libri che ignorano il fuoco
Perché già sanno da prima quello che vorrei dirti
Quindi brucerò i film e le pellicole
Fotogrammi che vivono sempre più di me
Quanto è facile invidiare chi è libero e privo
Dell'incendio che ora invade ogni organo
E sorgono i pensieri che ho in testa a illuminare il giardino
Di sentieri che in fondo si biforcano
Mi domando se i pianeti che girano sanno
Che ogni pendolo balla tra un equivoco e l'altro
Che il sistema in cui orbitano è solo un teatro
Di vite che guardano e toccano il mondo
Di ansia che

Sale su, cade giù
Giù nell'inconscio, la metro, l'abisso in me
Sale su, cade giù
Giù dentro i corridoi tutto è possibile
Sale su, cade giù
Vai verso le scale mobili e prendile
E guarda i pensieri che giocano e che vanno
Su, poi giù, poi su

Se scendo nella metro del mio inconscio
È per entrare nell'abisso che c'è in me
Seguendo i corridoi più lunghi al mondo
Dove ognuno si rivela a sé
Ed ogni volta il treno dei miei desideri è dopo
Scale mobili, mi guardo intorno e trovo
Nei pensieri che ho in testa un loop
E un gioco che va su, poi giù, poi su, poi giù

Uomini su scale mobili salgono in mezzo ai disordini
Cercano un senso per vivere
Pronti a rapire con gli occhi le briciole della poesia
Uomini su scale mobili scendono in mezzo ai disordini
Cercano un senso per vivere
Pronti a rapire con gli occhi le briciole della poesia

Scale mobili, chi scende e poi risale al volo
Chi si muove insieme a loro poi si muove al doppio
Chi non le segue e va all'opposto rimane in sosta
Qualcuno dice che c'è un mostro sotto la giostra
Scale mobili, ora sale un Moby Dick da dentro
In testa avrò un concerto
Balleremo su banchine delle metro al centro
Come stessimo ballando un lento
In sale nobili dell'Ottocento
Scale mobili, chi sale scende, chi scende sale
È inversamente proporzionale
Sul muro c'è un messaggio di pace che mi appare
Diversamente promozionale
Perché alla fine ho corso tante gare
Su realtà di confine ogni vocale e consonante è uguale
Pago il biglietto alla mia parte sognante
Se finiremo al mare, sarà impressionante


Writer(s): Tarek Iurcich, Alessio Marullo
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